Stromboli è un'isola di formazione molto recente, l'ultima fra le Eolie ad essere emersa dal mare. Probabilmente la sua nascita è stata preceduta da quella dello Strombolicchio, un piccolo vulcano di cui l'ultimo resto è lo scoglio isolato nel mare, ad una distanza di un km e mezzo dall'isola attuale verso Nord Est. Questo scoglio (ora sormontato da un piccolo faro) rappresenta ciò che resta della lava consolidatasi nel condotto eruttivo, mentre il cono vulcanico, costituito da materiali piroclastici incoerenti o da piccole colate laviche posate su di essi, è stato completamente demolito dal mare. In quanto allo Stromboli si riconoscono nella sua storia, sia attraverso la morfologia, sia attraverso la differenziazione delle lave, due periodi nettamente distinti. Nella prima fase, fra 40000 e 12000 anni fa, si è formato un regolare cono vulcanico, che ha raggiunto l'altezza di quasi mille metri. E il Paleo Stromboli. Le sue lave sono molto simili a quelle dello Strombolicchio; che si potrebbe quindi considerare come un cono avventizio di esso. Infatti la profondità marina fra questo e l'isola di Stromboli non supera i venti metri. Il vulcano così formatosi è in realtà la parte sommitale di un edificio vulcanico che, seguitandone il più o meno regolare pendio, scende fino alla profondità di 3000 metri dal livello marino. E un vulcano cioè di dimensioni simili all'Etna, di cui non si vede Altro che il cocuzzolo. Ad un certo momento la metà Nord Ovest del Paleo Stromboli è sprofondata nell'abisso. Il vulcano è stato sezionato quasi assialmente. Ma su questo sprofondamento è sorto ben presto un altro vulcano, che si è venuto ad appoggiare a ciò che rimaneva del precedente, senza raggiungerne l'altezza. E il Neo Stromboli, al quale appartiene il cratere attualmente attivo. Anche il Neo Stromboli ha dei centri eruttivi secondari. A 800 metri circa a Sud Ovest del cratere principale, e ad una quota di circa 600 metri, incombente sull'attuale abitato di Ginostra, il centro eruttivo della Vigna Vecchia ha emesso un enorme accumulo nel quale innumerevoli piccole colate laviche si alternano con strati di scorie. Più in basso, sempre nella stessa direzione, si è formato il piccolo Timpone del Fuoco, sulle cui falde l'abitato di Ginostra si estende. È un vulcano scudo, formato da lave molto liquide che sono scese con tenue inclinazione. Cosa piuttosto insolita nel vulcanesimo eoliano. Raggiunge l'altezza di 147 m ed è sezionato tutto intorno dall'erosione marina. A distanza di parecchi millenni il fenomeno che aveva distrutto una parte del Paleo Stromboli si è ripetuto e sempre sullo stesso lato; anche una porzione (molto meno estesa) del Neo Stromboli è sprofondata. Ma ciò non ha interrotto l'attività del cratere, che è venuto a trovarsi sul margine dello scoscendimento. Si è formata così la Sciara del Fuoco, un piano inclinato sul quale dall'altezza di 700 metri rotolano fino al mare i materiali lanciati in aria dalle intermittenti esplosioni del cratere o scendono le lave di periodiche eruzioni. La Sciara, che ha al livello del mare l'ampiezza di circa 1 km, è limitata sui due lati da creste rocciose accidentatissime entrambe solcate da dicchi intrusivi. Verso Nord Est il Filo del Fuoco (o di Labronzo); verso Sud il Filo di Baraona. Le recenti ricognizioni batimetriche hanno accertato che la Sciara continua ininterrotta al di sotto del livello marino fino ad una profondità di almeno 500 metri. Ciò che resta del cono vulcanico del Paleo Stromboli costituisce quasi i due terzi del perimetro dell'isola attuale e culmina con la cima più elevata di essa: i Vàncori, ad una quota di 924m. Poco a Nord dei Vàncori, il Pizzo sopra la Fossa (918) sovrasta il cratere (La Fossa) del Neo Stromboli, che si trova alla quota di circa700 metri, immediatamente al di sotto di esso.